lunedì 1 luglio 2013

CAMPARI FUORI DAL PRONTUARIO AIC!

Come è possibile che le aziende che producono cibi da materie prime prive di glutine, senza rischi di contaminazione, che dichiarano con mail ai consumatori che i loro prodotti sono adatti ai celiaci, non finiscano nel prontuario?
Costa troppo? 25€ a prodotto non mi sembra eccessivo, (http://www.pianetapane.it/pdf/marchio_spiga_barrata.pdf), così come nemmeno prendersi la certificazione successiva (3.500€ anno base + percentuale in base ai siti produttivi da controllare http://www.celiachia.it/dieta/Dieta.aspx?SS=176&M=499). Il tutto inoltre ti darebbe l'occasione di entrare nel business del senza glutine. Un giro di affari che copre l'1% della popolazione italiana, più le loro famiglie e amici. Perchè allora le aziende non fanno richiesta di essere iscritte?
Una vita passata a condividere i campari col bianco 1 in 2 con gli amici e ora i compari di AIC mi dicono che non posso berlo? Non ci credo, soprattutto perchè l'azienda ti scrive che non è vero! Ovvio, una mail non ha valore legale, ma chi ti denuncerebbe mai perchè ha avuto mal di pancia dopo un negroni? Il rischio più grande per loro è di perdere immagine e clienti.
Che sia come dicono in alcuni blog del settore che le aziende abbiano paura di allontanare clienti troppo machi per assumere cibi senza glutine? Oppure le procedure burocratiche per entrare in prontuario annoino le aziende? (http://it.dir.groups.yahoo.com/group/celiachia/message/44857)
La risposta della Campari in merito c'è ed è su carta intestata e firmata dal capo della qualità Europa... Io non ho intenzione di rinunciare a un cibo che so per certo essere genuino perchè dei compromessi burocratici non lo fanno inserire in prontuario. L'importante è essere informati, basta chiedere alle aziende perchè non c'è una regola per cui se è senza glutine è in prontuario, mentre è vero il contrario, cioè, se è in prontuario è senza glutine.
Esiste il D.Lgs 41/2009 che impone alle aziende di esplicitare gli agenti allergeni fra gli ingredienti in etichetta, perchè non basta quello ma serve l'avvallo dell'Associazione? Tenendo conto che pure loro non fanno molto di più di quello che potrebbe fare la ASL, perchè con 25€ non ci credo che fanno un'uscita in azienda per controllare, leggono i documenti di autocertificazione e basta!
Più serietà sulla situazione, anche a costo di portare il lavoro in mano allo Stato, che mi sembra assurdo lasci tutta questa libertà di scelta a un'associazione privata, seppur onorabile e senza fini di lucro.
Non può diventare una guida michelin dei poveri, non deve esserci più solo un motivo commerciale dietro a tutto, perchè noi celiaci non siamo un pollo da spennare ma un galletto che può alzare la cresta se vuole! o alzare la cornetta del telefono più semplicemente e diventare indipendenti... :-)









Hasta Siempre

The Boss

3 commenti:

  1. Ma perché non sono in prontuario????
    Perché????

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    Risposte
    1. Comunque, per onor di cronaca, ho interpellato AIC in merito e mi dissero che produrre senza glutine non vuol dire essere adatto ai celiaci. In quanto la tabella ingredienti conforme alle normative UE non prevede che si esplicitino anche le contaminazioni ma solo gli agenti allergeni utilizzati nella lavorazione del prodotto.
      Bisognerebbe aggiornare la legge e chiedere di inserire anche le possibili contaminazioni in ambito lavorativo.

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  2. è una questione che non va giù nemmeno a me, ma bisogna farsene pur una ragione per andare avanti... :)
    siamo nelle mani di lobby troppo grandi che dei veri interessati se ne fregano per fare solo i loro interessi(economici)!

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